Certe cose rimbalzano nella memoria in un modo strano. Una strana tristezza cresce in un lobo e si propaga in tutto l'encefalo come le onde di un sasso lanciato in acqua.
L'acqua. Il nuoto. Zolli.
L'8 gennaio del 2003 moriva a 68 anni Angelo Romani.
Angelo Romani assieme a Carlo Pedersoli alias Bud Spencer (nella foto sopra: Romani a sinistra e Pedersoli a destra) è stato uno dei nuotatori più importanti nell'Italia del dopo guerra. Primo italiano a stabilire un record europeo, primo italiano ad arrivare in finale alle olimpiadi.
A 8 anni iniziai a nuotare più seriamente, a migliorare lo stile (come se fossi una vera sportiva); rachitica e pelosetta arrivai alla DDS di Settimo Milanese, un deprimente giorno di ottobre, l'odore di cacca di mucca (alias concime) sovrastava quello del cloro
ed io ero sola, anzi peggio non ero sola ma con me c'era il belloccio della scuola che non mi filava. E avevo filamentosi peli biondastri sulle gambette piene di lividi e sbucciature (in vero stile "bambino che gioca solo all'aria aperta"), un bellissima cuffia fucsia e un poncho fatto da mia nonna assembrando 2 asciugamani di Minnie.
Furono istituite le classi in base all'anzianità dai 6 ai 15 anni, ovviamente mi ritrovai nella terza classe: quella dei "non più tanto scrausi ma pur sempre incapaci". Il belloccio era nella classe avanti perché un po' più vecchio (era di marzo).
La mia classe era imbarazzante, c'era pure un bambino che sembrava Ralph Winchester, la metà dei bambini si era messa a piangere appena entrata in acqua, stavamo nella piscinetta bebè dove l'acqua sa di piscio e la maestra dispensava pesciolini di gomma a mo' di amichetti.
Dovevo scappare.
Per una volta ebbi un'idea intelligente: dovevo mostrarmi meglio, magari mi avrebbero spostato. Fu così che, completamente autarchica, iniziai con claudicante impegno a sguazzare a stile libero. Passò un certo maestro "Zolli", lui aveva i ragazzini di quinta e prima media e disse alla mia maestra, credo che lei si chiamasse Tanya (Dio grazie non sono rimasta a sufficienza da dover imparare il suo nome), di "prestarmi" un attimo a lui.
Lei mi prestò. Un moccioso in meno a cui dare pesciolini di gomma, deve aver pensato.
Qui entra in ballo il culo. A Zolli piaccio a sufficienza da tenermi con se, in barba al belloccio (lui è retrocesso da Tanya), e mi ha insegnato a nuotare, ma non a nuotare per fare quattro bracciate.
A nuotare bene, come se dovessimo fare una gara, come se dovessimo diventare piccoli olimpionici. Perché amava il nuoto e lo si capiva dalle migliaia di correzioni che faceva: la mano più piatta, il braccio un più più teso.. Sempre gentile e sorridente.. Poi c'erano i racconti nelle pause tra un esercizio e l'altro. Quei racconti sembravano strappati alla finzione, sembrava solo che volesse spronarci di più, per fare meglio.
Ci diceva che aveva battuto Bud Spencer a nuoto, che era stato sul set di Banana Joe, che quando era giovane era stato un grandissimo campione.
Ma per me era Zolli. E' Zolli. Zolli, quello che tirava fuori le ragazze dalla vasca con un braccio solo, che ci faceva fare il riscaldamento giocando a "celai", che ci dava i cioccolatini a fine allenamento, che ci cambiava la rana (una specie di diplomino adesivo da mettere con orgoglio sul costume come una medaglia al valore) a fine anno.
A me piace ricordare così Angelo Romani.
Ciao Zolli!
Well he stormed with his feet
And he clapped with his hands
He summoned all of his joy when he laughed
It suffered all of his joy when he cried
And sometimes when he got into talking
Man he could rattle all day long
He was a good man and now he's gone
Well in war he was a tiger
When it was over like a dove
He summoned all of his strength in the climb
It suffered all of his strength in the fall
And sometimes when he got into fighting
Man he could fight with you all day long
He was a good man and now he's gone
He put his trust in a higher power
He held his power like a holy grail
He summoned all of his faith in the lifting
It suffered all of his faith in the fail
His heart was stronger than a heavy metal bullet
And that's why I dedicate this song
He was a good man and now he's gone
His heart was stronger than a heavy metal bullet
And that's why I dedicate this song
He was a good man and now he's gone


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