venerdì 30 gennaio 2009

La Regalità del Porco.

In una grande città, la varietà umana abbonda rigogliosa, come le piante abbondano (coltivazioni di palme permettendo) nella foresta pluviale.

Non è un discorso da vecchia, non è che non ci sia più religione, che gli ordini siano stati sovvertiti o che. Semplicemente sempre più umanità "peripla" per la città, portando in giro come un circo un campionario di mostruosità.

Allora vedremo la vamp attempata che coccola come un bimbo un cagnolino pelato con degli occhiali alla Elton John, il tronista che pur di ostentare il suo buon gusto (cosa che di per sé fa a cozze) gira con la giacca estiva di "grande marca".



Forse non sono fatta per vivere questo tempo. Ma credo che il bon ton vada insegnato a scuola per evitare scivoloni pubblici.. E male che vada, è sempre meglio un sacco di iuta. Mi spiegherò meglio: ogni persona dovrebbe assecondare il più possibile le sue caratteristiche fisiche ma soprattutto culturali nell'atto di vestirsi.
Perché, vestirsi è creatività, arte (se si vuole), ma anche l'occhio vuole la sua parte, non possiamo costringere tutto il mondo astante a godere l'amena visione dei nostri rotolini di ciccia o della nostra sciatteria.
Dovremmo incanalare la nostra creatività nel valorizzare le nostre peculiarità.

Sono stufa di vedere ignoranti ragazzine con l'abito da cocktail la mattina a scuola, o le mamme delle suddette andare ai colloqui con dei buffissimi stivali gioiello maculati. Per l'appunto è meglio un sacco di iuta.

Sono pur sempre una sostenitrice della regalità del Porco.

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